Standard di razza

ASPETTO GENERALE: Robusto, sportivo, molto equilibrato nelle forme, compatto, misura da terra al garrese quanto dal garrese (non dalla punta della spalla) alla radice della coda.

E' quindi inscritto in un leggero rettangolo.

 

 CARATTERE: Allegro, con la coda sempre in movimento il quale aumenta di velocità in presenza di selvatico e ne rivela la presenza nei terreni di caccia (e non solo) incurante della tipologia di terreno e delle sue difficoltà. Dolce, affettuoso, vivace ed esuberante.

 

TESTA:

Cranio: Ben sviluppato e ben cesellato, non deve essere nè troppo pesante e nè troppo leggero ma deve rivelare il dimorfismo sessuale. Occupa il 50% del totale della testa.

Stop: Posizionato a metà della testa tra il tartufo e l'apofisi occipitale è ben definito senza essere marcato come nel cocker americano.

Tarufo: Sufficientemente largo per avere un buon potere olfattivo.

Muso: E' quadrato e il labbro superiore deve formare un mezzo cerchio che parte dal tartufo e arriva alla commessura labiale.

Le arcate zigomatiche non devono essere prominenti, le mascelle sono forti con chiusura a forbice (i denti superiori sovrapposti a quelli inferiori).

Occhi: Non prominenti ma pieni, mai chiari ma piuttosto marrone molto scuro tendente al nero, oppure nel caso di mantelli fegato,fegato-focati,bianco-fegato o fegato-roani gli occhi saranno in armonia col mantello leggermente più chiari, quindi color fegato o nocciola.Solo nei cani con base del mantello bianca sono ammessi gli occhi con rime palpebrali rosa o una per colore.

L'espressione deve essere dolce , intelligente, sveglia, brillante e allegra con rima palpebrale ben aderente (incollata).

Orecchie: Grandi dall'attaccatura fino al tartufo che non devono superare. Attaccate basse a livello degli occhi e di forma lobulare. Formate da cartillaggine sottile devono sembrare come un fazzoletto di seta sorretto ad un angolo da uno spillo. Ben coperte di pelo lungo, liscio e setoso.

 

COLLO: Non troppo lungo, moderato, muscoloso senza giogaia e inserito armoniosamente nelle spalle.

 

CORPO: Robusto, compatto.

Linea superiore: Non rampante, solida, dritta, leggermente scendente dalla fine del rene fino alla coda stessa.

Groppa: Corta e larga.

Torace: Sviluppato con petto profondo, se visto frontalmente nè troppo largo e nè troppo stretto. Costole ben cerchiate. Rene corto, largo e forte.

 

CODA: Inserita leggermente più bassa della linea dorsale. Portata parallela al terreno, mai dritta"da terrier" ne bassa da denunciare timidezza.

Deve essere portata allegramente e sempre in movimento(coda che parla).

Se Tagliata: Mai così corta da non vederne il movimento, ne lunga da impedire l'azione di caccia. Robusta.

Se Integra: Leggermente curva, di lunghezza media proporzionata al tronco, ideale che non superi il garretto. Grossa alla radice si assottiglia fino alla punta senza essere troppo delicata. Con buone frange in proporzione al mantello.

 

ARTI ANTERIORI: Arti ci buona ossatura, dritti, in appiombo.

Corti sufficientemente da dare l'impressione di potenza concentrata ma non tanto da impedirne il movimento e l'incessante attività sportiva che questo cane sa offrire. Spalle oblique e asciutte.

 

ARTI POSTERIORI: Posteriore largo, ben arrotondato, molto muscoloso. Arti con buona ossatura conginocchio ben arrotondato, metatarso corto al di sotto del garretto che imprime così una grande spinta.

 

PIEDI: Piedi da "gatto", solidi con cuscinetti plantari grossi e ruvidi.

 

MOVIMENTO: Azione sciolta con forte spinta e presa del terreno data dalla combinazione dell'azione degli arti anteriori e posteriori.

 

MANTELLO:

Pelo: Tessitura setosa, piatto, nè duro nè ondulato non troppo abbondante, mai riccio.

Le frange ricoprono le orecchie, la parte posteriore degli arti anteriori, il petto fino alle zampe posteriori fino al garretto.

Colori: I colori base sono 3: il nero, il fulvo in tutte le sue gradazioni e il fegato(o cioccolato); questi tre colori posono avere le focature e diventare: nero-focato, fulvo-focato(non si vede) e fegato-focato.

Se invece i tre colori base si associano ad un fondo bianco diventano: bianco-nero, bianco-arancio e bianco-fegato. Se però il bianco non è pulito ma puntinato del colore base avremo: blu-roano(col nero), roano.arancio(col fulvo), e fegato-roano.

Tutti i bi-colori poi possono a loro volta avere le focature e diventare dei tricolori.

Nei monocolori però il bianco è ammesso soltanto sul petto.

 

TAGLIA:

Altezza:

Maschi 39-41 cm (15,5-16 pollici)

Femmine 38-39 cm (15-15,5 pollici)

 

Peso: Approssimativamente 12,5-14,5 kg (28-32 libbre)

 

DIFETTI: Qualsiasi allontanamento dallo standard e qualsiasi anomalia caratteriale va penalizzato in conseguenza alla gravità.

 

NOTE: I maschi devono avere due testicoli normali e ben discesi nello scroto.

Per quanto riguarda il taglio della coda se va fatto o no, vai su"taglio della coda", e li troverai molte informazioni utili.

 

Il "vero" standard del cocker spaniel inglese


PREMESSA: questo articolo avrebbe potuto benissimo intitolarsi “Lilli, tesoro, va’ a farti friggere”. Infatti, caso abbastanza raro nella storia della cinofilia, il film di Disney non ha decretato prima la fortuna e poi il decadimento della razza (finita in mano ai cagnari, come tutte le razze di moda, grazie all’immensa popolarità del cartoon), ma solo il decadimento.

Perché il cocker, di fortuna, ne aveva già più che a sufficienza.

Era un cane diffusissimo (in Francia, in un certo periodo, ha rappresentato da solo il 50% delle iscrizioni annue!), bene allevato e che faceva prevalentemente il suo mestiere, ovvero il cane da caccia.

Dopo Lilli e il Vagabondo – peraltro film tenerissimo, che ho adorato fin da bambina e che rivedo volentieri anche oggi – non soltanto la razza è stata presa d’assalto dai cagnari, ma si è anche diffusa la convinzione che il cocker fosse un cane da tenere rigorosamente in casa, nel cestino con i fiocchetti o in braccio a prendere coccole. Coccole che, sia chiaro, piacciono al cocker come a tutti i cani del mondo: ma che non possono rappresentare tutta la sua vita!

Se però il fatto che fosse diventato un cane da compagnia nell’immaginario comune ha fatto danni solo parziali, la produzione incontrollata di cuccioli ha fatto un vero sfracello: infatti, specialmente per quanto riguardava le linee di sangue del mantello fulvo, sono stati utilizzati riproduttori con gravi problemi di carattere.

Così il cocker, da “uhh che bello, una dolcissima Lilli!”, è passato a “nooo…quel cane che morde tutti, alla larga da me!”.

Da allora sono passati moltissimi anni: il cocker è passato di moda (per sua fortuna), è tornato in mano agli allevatori seri, l’influsso nefasto di quei riproduttori è stato completamente cancellato e avremmo nuovamente a disposizione uno splendido, piccolo, dolce (ma tosto!) cane da caccia e da compagnia…se non fosse che nel frattempo sono arrivate le importazioni di cuccioli dai canifici dell’Est (e non solo), ragion per cui si vedono di nuovo in giro soggetti atipici e di brutto carattere (sia mordaci che molto timidi: non ci facciamo mancare niente).

Ma noi di questi cani non parleremo, perché NON sono veri cocker (così come NON sono veri chihuahua, carlini, alani eccetera): preghiamo solo chi volesse comprare un cocker spaniel, come al solito, di girare alla larghissima da negozi, fiere del cucciolo, annunci di privati che vi portano in cani in autogrill e sedicenti allevamenti che propongono cento razze diverse “chiavi in mano”, perché sono tutti importatori (o al massimo cagnari nostrani).

Se riuscite a stare lontani da queste fonti e a rivolgervi a un allevamento serio, allora avrete davvero un cocker.

E noi di questo parleremo, da questa riga in poi.

ASPETTO GENERALE: allegro, attento, dinamico e sportivo; ben bilanciato e proporzionato, risulta armonico nelle forme e compatto. Misura approssimativamente da terra al garrese quanto dal garrese alla radice della coda.

Così dice lo Standard: ma qualcuno, a parte ovviamente i giudici di expo, ci ha mai fatto caso? Figuriamoci.

Del cocker si guardano solo due cose: gli occhi e le orecchie.

Le Sciuremarie impazziscono per quegli orecchioni frangiati tutti da coccolare, per non parlare dello sguardo languido che sembra gridare “coccolami subito!” (in realtà il cane sta pensando “portami subito a caccia!” o “dammi subito da mangiare!”: ma la Sciuramaria il canese non l’ha mai capito).

Diciamolo: un po’ è colpa di Lilli, e non ci piove: ma un po’ c’è anche da dire che il cocker è proprio disegnato a cane da coccole. Forse per questo, negli anni ’60-70, la Sciuramaria ci restava malissimo quando il cane da coccole tentava di staccarle una mano.

Se riusciamo ad guardare oltre la testa, comunque, ricordiamo che il cocker deve essere “armonico nelle forme” e “compatto”: cosa che – per esempio – non contempla nè l’essere un bassotto ipertricotico, né l’avere un bel collo lungo du’ metri che farà anche la sua porca figura sul ring, ma che farebbe dare una facciata per terra al cane non appena tentasse di correre in campagna e magari pure di riportare qualcosa.

NOMI ALTERNATIVI DELLA RAZZA: finché viene definito solo “cocker”, più o meno si azzeccano tutti., o quasi. Ho sentito solo un “corcher” (di botte?) e un “cocktail”, ma credo – e spero – che quest’ultima volesse essere una battuta.

L’intreccio si infittisce quando il cuggino – quello che sa tutto sui cani – vuole chiamarlo con il suo nome per esteso, per potersi bullare sfoderando la sua profonda cultura cinofila: allora scopriamo razze come il “cocchespagne”, il “cocherspagno”, l’”espagnel coccher” (forse un incrocio col breton…) o, per i puristi della lingua italiana, il “cocco spagnolo-inglese” (sì, cocco frescoooooo!).

Last but tutt’altro che least, ho sentito un pregevolissimo “cracker spaniel inglese” (il cui umano avrà avuto probabilmente anche un pappagallo di nome Polly).

NOMI PROPRI (REALI): non solo i cocker della Sciuramaria si chiamano molto spesso “Ciccina” e “Fufino”: anche i più prestigiosi allevatori non resistono ad infarcire le loro cucciolate di nomi severamente vietati ai diabetici, soprattutto per le femmine.

Solo sul sito dell’allevamento Francini’s, a cui ho rapinato un quantitativo imbarazzante di foto per corredare questo articolo (d’altronde ha dei cani della madonna, come potevo resistere?), ho trovato, in ordine alfabetico: Birbantella, Briciolina, Caramella, Cipria, Dolce Amore.

I fatti dimostreranno quanto questa tendenza sia ad alto rischio, visto che i cocker, sul sentimentalismo che scatenano senza eccezioni in tutti gli umani del mondo (basti pensare che quelli della Francini sono bravissimi cani da lavoro, oltre che da show…eppure i nomi son quelli!), ci marciano spudoratamente.

CARATTERE ED ATTITUDINI

Lo Standard parla di un “carattere naturalmente allegro, con coda dal movimento incessante e gioioso, in particolare quando segue una traccia incurante delle difficoltà del terreno. Dolce ed affettuoso, ma vivace ed esuberante. Estremamente sensibile“.

Lo Standard descrive, insomma, un cane da caccia dalla tempra notevole.

Attenzione: MOLTO notevole! Molto più di quanto non lascerebbero supporre gli occhioni e gli orecchioni da can-di-zucchero.

Quando si dice che il bulldog inglese è un cane “insensibile al dolore” (in realtà, ovviamente, lo sente come tutti gli altri: ha solo una soglia del dolore alta e una tempra durissima), ci credono tutti. Con quella faccia lì, che sia un “duro” è fuori discussione.

Quando si dice la stessa cosa alla Sciuramaria del suo cocker, la Sciuramaria non ci crede neanche un po’: ma comeee? Il suo tesorino è così delicatooooooo!!!

Sì, certo: il tesorino è delicato perché, come si diceva sopra, ci marcia alla grande.

Se la Sciuramaria gli sfiora inavvertitamente una zampa, fa le sceneggiate ululando di disperazione (manca solo che si attacchi alle tende tipo Francesca Bertini) o fa la faccia offesissima: ma SOLO perché sa che la sua umana si precipiterà a coccolarlo, chiedergli scusa e rimpinzarlo di bocconcini (i bocconcini-da-senso-di-colpa sono lo scopo primario della vita di un cocker da compagnia: e sono anche la causa di tutti i cocker obesi che si vedono in giro).

Quando invece sta lavorando, o comunque facendo qualcosa che gli interessa, il cocker non patisce un accidenti e sembra totalmente incapace di sentire il dolore: il che comporta anche qualche rischio (un po’ come per i terrier di tipo bull), perché è difficilissimo capire se/quanto sta male e può capitare di non accorgersi che ha, per esempio, un piede tagliato. Perché lui va avanti lo stesso come un treno.

A parte questo: il cocker (parlando sempre e solo di quello ben allevato) sa essere un meraviglioso cane da compagnia a tutti gli effetti SOLO se può fare anche la vita per cui è nato. Non dico che lo si debba portare per forza a caccia con fucile e tutto il resto…ma almeno in campagna, sì.

Almeno a correre, annusare, cercare, sfogare le sue infinite energie, SI.

Perché in questo caso tornerà a casa sereno, compiaciuto, realizzato e rilassato: e allora sarà davvero un cagnolino compito e distinto che si gode le sue coccole (per quanto sempre con l’aria da “mi degno di concederti le mie grazie”, v. OCCHI), che gioca allegramente con adulti e bambini (è uno di quei cani a cui i bambini piacciono davvero) e che letteralmente scompare quando si accorge che non è più il momento di far casino.

Se invece le energie deve sempre e solo accumularle, perchè è costretto tra quattro mura e una cuccia (anche se adornata di fiocchi e fiocchetti), avrete un bel disseminare feromoni per casa, o insegnargli l’autocontrollo come da ultimi ritrovati della scienza e della cinofilosofia: alla fine, da una parte o dall’altra, lo stress dovrà sfogarsi.

Il che non sarà molto filosofico, ma è sicuramente fisiologico.

Sull’altra faccia della medaglia, a completare un carattere molto più complesso ed interessante di quanto potrebbe sembrare a prima vista, troviamo l’aggettivo “sensibile”: che ci sta a pennello, perché questi cani sono tanto insensibili al dolore fisico quanto sensibili, anzi sensibilissimi a quello psichico. Se lo punite – anche con veemenza – per qualcosa che ha fatto, lui non farà una piega e vi fisserà con aria di sfida (“mi piego me non mi spezzo” potrebbe essere il motto della razza: ergo, le punizioni fisiche non servono a niente, oltre ad essere eticamente condannabili): ma provate a sgridarlo ingiustamente, anche in modo leggero, e lo vedrete precipitare nella disperazione più nera, nonché guardarvi come se foste l’ultima cacchina della terra (e se l’avete sgridato ingiustamente, ha pure ragione).

TESTA

Quello che lo Standard dice: cranio ben sviluppato, nettamente cesellato, non troppo fine né troppo spesso, con stop marcato, collocato a metà fra l’estremità del tartufo e l’occipite. Muso quadrato, mascelle forti con dentatura regolare e completa che chiude a forbice. Arcate zigomatiche non prominenti.

Quello che lo Standard non dice, ma che è importante: il dimorfismo sessuale deve essere evidente (e invece non sempre lo è). Gli assi cranio-facciali sono leggermente divergenti: se convergono non è un cocker inglese, ma americano! E’ un’altra razza, insomma.

Ma a voi che state leggendo questo “vero Standard” forse interessa di più quello che solitamente chiamiamo il “contenuto” della testa: e allora diciamo subito che il cocker non è solo un cane molto intelligente, ma anche un opportunista nato.

E’ una vera lenza, pronto ad approfittare di tutte le debolezze di quelli che a volte si autodefiniscono “i suoi padroni”, mentre il cane pensa “ahahahah!!!”. Però glielo lascia credere, perchè gli fa molto più comodo così.

Conosco decine di cocker ai quali, se solo avessero un pollice opponibile, basterebbe schioccare le dita per far scattare e saltare i cosiddetti “padroni”. In mancanza di pollice, usano lo sguardo (e a volte le zampatine accchiappacoccole e soprattutto acchiappabocconcini): ma il risultato è lo stesso.

Le Sciuremarie non dovrebbero mai dire “ho un cocker”, ma semmai “appartengo ad un cocker”.

I cinofili un po’ più esperti…be’, loro, forse, arrivano a collocarsi nel giusto mezzo tra il concetto di “proprietario”e quello di “completamente in balia del proprio cane”. Ma non tutti, e non sempre. Perché il cocker ha gli…

OCCHI, che per lo Standard sono: pieni ma non prominenti,di colore marrone scuro o marrone (nocciola nei soggetti fegato, bianco fegato ecc.). Esprimono dolcezza ed intelligenza, pur conservando un’espressione sveglia, vivace ed allegra.

Per il resto del mondo, sono occhi da cocker. E tanto basta, perché l’espressione è divenuta ormai proverbiale.

“Non farmi gli occhi da cocker!” l’ho detto mille volte a mio figlio da piccolo, quando voleva ottenere qualcosa con le moine, e l’ho sentito dire da migliaia di mamme, prima che uscisse la serie di Shrek. Ora si sente più facilmente dire “non farmi gli occhi da Gatto con gli stivali!”… ma il fatto è che il Gatto con gli stivali è un cartoon, mentre il cocker è un cane in carne ed ossa… e sa fare lo stesso identico sguardo.

Io pregherei tutte le signore possedute da un cocker di guardare gli stessi cani quando “non” stanno chiedendo coccole o bocconcini: lo sguardo è lucido, fiero e addirittura un po’ sdegnoso.

E’ lo sguardo di cui parlavo sopra, quello da “ti concedo le mie grazie proprio per somma generosità”: che si alterna allo sguardo di tipo “se casca il mondo, io manco mi sposto”, sfruttato a meraviglia del cocker più famoso della TV, Has Fidanken (che in realtà si chiamava Baby dell’Aquila Bianca, altro nome ad alto contenuto zuccherino).

Il cocker, se lo osservi a tradimento mentre lui non ti guarda, è palesemente un cane che si sente superiore a tutta la plebaglia umana (e pure canina, a meno che non ci sia da giocare, nel qual caso sono tutti suoi grandi amici e non se la tira più): appena si accorge che lo guardi, però, gli viene l’Idea Fissa Cockeresca (ovvero: “mi darà qualcosa da mangiare?”)…e lì gli partono in automatico gli occhi da cocker.

ORECCHIE

Interpretazione dello Standard: a forma di lobo, attaccate basse a livello degli occhi, sono rivestite di pelle sottile; se estese raggiungono la punta del tartufo. Ben ricoperte di frange con peli lunghi, lisci e setosi.

Interpretazione delle orecchie da parte degli umani cocker-muniti: oggetti da coccole, da stropicciare, pettinare, rigirare e sistemare in modi buffi sulla testa del cane o nei dintorni (vedi foto a sinistra).

Intanto che le avete in mano, però, ogni tanto guardateci anche dentro: lunghe e pelose come sono, le orecchie del cocker sono ad alto rischio per quanto riguarda i corpi estranei (specie i midiciali forasacchi). E’ invece una leggenda metropolitana quella che li vorrebbe particolarmente predisposti alle otiti: le otiti possono venire al cocker come a tutti gli altri del mondo soprattutto in caso di sbalzi di temperatura violenti e non graduali. Se state attenti ad evitarli (e tenete, ovviamente, le orecchie pulite), non ci saranno problemi.

COLLO: di lunghezza moderata e muscoloso. Inserito in spalle ben inclinate ed è privo di giogaia.

Nient’altro da dire, se non: lunghezza moderata significa lunghezza MODERATA. Le giraffe sono un’altra cosa.

TRONCO: forte e compatto, con linea superiore solida, diritta, in leggera e progressiva inclinazione verso la coda. Torace sviluppato e profondo. Petto né troppo largo, né troppo stretto. Costole ben cerchiate.

Ecco tutto.

C’è forse scritto da qualche parte che il cane deve essere più largo che lungo? Che deve avere la pancia che tocca terra (non le frange: proprio la PANCIA) e la schiena conseguentemente insellata?

NO.

Quindi, per carità del cielo…di fronte agli occhi da cocker cedete pure su tutti i fronti (gioco, coccole, portare fuori, far salire sul letto e così via)… ma NON mollate sulle richieste di cibo, che diventerebbero incessanti (lo saranno anche se vi dimostrate inflessibili, ma un bel po’ meno) e che vi porterebbero rapidamente ad avere un tavolino da notte anziché un cocker spaniel.

Un cane obeso è un cane malato. Piazzatevi questo concetto bene in testa e ripetetevelo ad oltranza ogni volta che i dannatissimi occhi vi strazieranno il cuore.

Inoltre: il cocker è un cane sportivo, che deve muoversi.

Non vi piace la caccia? Fategli fare agility: gli piace e può diventare bravissimo.

Fategli fare qualsiasi sport che diverta voi e lui, purché non gli permettiate di diventare come il cane della foto a sinistra: perché è inutile fargli la cuccetta coi fiocchi e comprargli tutti i giochini griffati del mondo se poi gli usate un vero e proprio maltrattamento come quello di lasciarlo ingrassare a dismisura, che gli rovina il fegato e i reni, gli affatica cuore e polmoni, in una parola gli accorcia sensibilmente la vita.

 

CODA

Attaccata leggermente più bassa della linea dorsale. Deve essere in frenetico movimento durante l’azione e portata orizzontalmente e mai rivolta verso l’alto.

Questa non è la sede per far polemiche sul taglio-non taglio, ma a titolo personale dico che i cocker mi piacciono integri (anche perché mi piacciono integri tutti i cani). Lunga o corta che sia, comunque, la coda del cocker farà da “seconda voce” agli occhi: perché non è in “frenetico movimento” solo sul lavoro, ma anche quando il cane vuole qualcosa.

ARTI: di buona ossatura, sufficientemente corti tanto da conferire l’impressione di concentrata potenza, ma non così corti da intralciare la straordinaria ed ampia azione di movimento in fase di cerca di questo piccolo formidabile cane da sport.

Non aggiungerei una virgola, se non per ricordare che le zampotte tanto tenere di mammina loro sono anche velocissime (come fa il tuo cane? SCIUUUmmmmmm!)

Perché il cocker (ricordate?) è un cane da caccia: unite i puntini, ed avrete un cane che, appena mollato in campagna, sarà capace di farsi qualche bel chilometrozzo pancia a terra prima di ricordarsi che aveva anche lasciato un umano da qualche parte.

Ergo: insegnategli SUBITO un richiamo impeccabile (non è difficile: il cocker è un cane docile e tendenzialmente obbediente), se non volete che sia il cane ad abbandonare voi (magari non in autostrada, ma in un bosco sì).

MANTELLO:

Pelo liscio, con tessitura setosa, mai ruvido ne ondulato, non troppo abbondante, mai riccio. Frange abbondanti sugli arti anteriori, sul corpo e sugli arti posteriori al di sopra dei garretti. Sono ammessi vari colori.

Nei soggetti unicolore il bianco é ammesso solo sul petto.

Una considerazione finale (stavolta seria): negli anni passati, quando il cocker era diventato “il cane che morde”, il problema era in realtà riferito soltanto ai soggetti fulvi…e per un motivo molto semplice: Lilli era fulva, quindi tutti volevano il cane fulvo, quindi i cagnari producevano soprattutto fulvi.

Questo è un esempio decisamente eclatante di quanto le mode siano stupide e dannose alla cinofilia. Magari, prima di pensare al nostro prossimo cane, pensiamoci un po’ su.

POSTILLA POSTUMA: una lettrice, di professione toelettatrice, nello spazio dei commenti mi ha fatto notare che a questo articolo mancava un cenno sulla gestione del mantello. Siccome ha spiegato benissimo lei la cosa più importante che c’era da dire, copincollo direttamente qui il suo scritto:

“Il cocker si spazzola! Si spazzola, si spazzola, si spazzola, si spazzola, si spazzola…

Esistono le ciotole per cocker, così le orecchie non pesano tre chili per tutto lo sporco che ci si attacca.

E, non vorrei essere ripetitiva…si spazzola!

I cani, ad essere snodati, SOFFRONO: si stressano, ansimano, si spaventano. Tutti i cani a pelo lungo vanno spazzolati quotidianamente, ma il cocker di più!“

Tratto dal sito www.tipresentoilcane.com