Sostanze tossiche

PER TUTTI I CANI !!!
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Questa è una zecca...attenzione trasmette la malattia del Lyme!!!
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ARRIVA IL PERICOLO FORASACCHI


Penetrano in tutte le parti del corpo. In questo periodo una tranquilla passeggiata con il proprio cane in un luogo dove c’è vegetazione (campagna o anche tra le aiuole del parco o giardino che si è soliti frequentare), può trasformarsi improvvisamente in una spiacevole realtà. Dalla constatazione della grave incidenza patologica che la specie canina è costretta a subire ogni anno si può affermare che i forasacchi sono una vera calamità per i cani. Si tratta di 
entità vegetali secche che si staccano dalle spighe delle graminacee selvatiche che solitamente sono costituite da diverse decine di forasacchi ed al loro interno racchiudono il seme. Sono di dimensioni molto piccole, da uno a tre centimetri e di colore giallo paglierino, con le ariste più scure che vanno dal marrone al nero. Hanno la caratteristica forma a lancia e sono rivestiti su tutta la superficie da una fitta ed ispida zigrinatura che, anche se quasi invisibile ad occhio nudo, è molto percettibile al tatto. Questa proprietà costituisce la loro vera essenza deleteria. Infatti la loro prima azione patogena è quella di riuscire a penetrare nella pelle del cane provocando spesso profondi tragitti fistolosi. Questo è dovuto proprio a queste ispide 
particelle, cioè alla superficie dentellata del forasacchi che, a seguito dei movimenti corporei del cane vengono attivate e per inerzia avviene così l’azione di penetrazione che è lenta ed inesorabile, sempre in avanti, senza quasi mai poterne fuoriuscire e causando spesso seri e gravissimi danni. 
Questo tipo di incidente è sempre in agguato, ma solo durante i mesi estivi, infatti, i forasacchi imperversano quando seccano le erbacce da aprile nelle regioni più calde, fino a tutto ottobre. La casistica, ovvero i punti di rinvenimento dei forasacchi, nel cane è complessa ed infinita. Le parti anatomiche maggiormente esposte alla penetrazione dei forasacchi sono: il condotto uditivo, gli occhi, gli spazi interdigitali, le narici, le loggie ascellari, la 
regione inguinale, l’interno del prepuzio per i maschi e la vulva per le femmine ed ancora la regione perianale, ovvero sotto la coda. Per quei cani a pelo 
lungo che vivono in campagna o in giardini incolti, che non vengono mai spazzolati, nè lavati, nè tanto meno tosati, i forasacchi possono impiantarsi contemporaneamente a diecine e centinaia in diverse parti del corpo. Questo perchè si attaccano sul pelo infeltrito e con il trascorrere dei giorni 
riescono a penetrare nei punti più impensati del loro corpo. Un’altra importante segnalazione da fare è la possibile penetrazione dei forasacchi nelle vie respiratorie profonde che spesso è causa di affezioni gravissime a carico del torace. Un’elevata incidenza di questa casistica l’ho riscontrata nei cani da caccia, soprattutto setter, pointer, bracchi ed altri. Pertanto una buona anestesia consentirà una corretta visione dell’interno del condotto uditivo e 
la sicura estrazione non solo del forasacchi, ma anche di sue eventuali parti frammentate che, se non rimosse totalmente, possono in futuro provocare gravi 
otiti croniche. Anche la penetrazione di un forasacco in una delle narici è un’evenienza abbastanza frequente. In questo caso i sintomi che il malcapitato presenta sono ancora più violenti ed imponenti ed attirano inevitabilmente l’attenzione del padrone. Consistono in una forte ed inarrestabile starnutazione da parte del soggetto con una serie continua di dieci, quindici, ma anche venti starnuti ed oltre, fino a battere il naso per terra. Tutto questo di solito 
si verifica in breve tempo e spesso segue anche una "rinorragia" ovvero emissione di gocce di sangue dalla sola narice in cui è penetrato il corpo estraneo. Questo ulteriore sintomo di solito aiuta anche a capire in quale delle due narici è effettivamente penetrato il forasacchi. Anche in questo caso per procedere all’estrazione bisognerà anestetizzare il soggetto. Quando poi il forasacco capita accidentalmente in un occhio, la sintomatologia è meno 
imponente, anche se in realtà il fastidio, unitamente al dolore, non possono essere inferiori. Per questo caso, di solito, il padrone non riesce quasi mai ad immaginare che si tratti di questo tipo di incidente e porta il cane dal veterinario perchè lo nota con l’occhio chiuso, un po’ tumefatto e con un’intensa lacrimazione. Quando poi il corpo estraneo viene estratto, se vi assiste il proprietario, di solito rimane sbigottito e quasi non disposto a crederci. Quando un forasacco penetra in un occhio i pericoli che possono derivare vanno dalla inevitabile irritazione traumatica da corpo estraneo a carico della congiuntiva ad un possibile altro più severo danno quale quello della cornea. Il quadro patologico che può conseguire sarà più o meno grave a seconda sia della grandezza e ruvidezza del forasacco sia della localizzazione di quest’ultimo all’interno delle palpebre e soprattutto del tempo di persistenza. Una rapida estrazione di un forasacco può causare soltanto un’ulcera corneale superficiale, ma se l’azione traumatica del forasacco agisce a lungo, perchè viene rimosso dopo qualche giorno, si potrà creare un’ulcera corneale profonda con possibili complicanze settiche (specialmente Pseudomonas), molto resistenti alle preparazioni oftalmiche antibatteriche che potranno aggravare il già severo quadro patologico traumatico fino alla completa perforazione della cornea e finendo per causare addirittura perdita parziale o totale della vista.Per procedere all’estrazione del corpo estraneo penetrato in un occhio, ai soggetti docili basterà instillare un collirio a base di anestetico per inibire il forte dolore, per quelli ribelli sarà opportuno far ricorso all’anestesia generale onde evitare bruschi movimenti di difesa. Una volta asportato il corpo estraneo bisognerà procedere alle opportune cure, che a seconda della gravità del caso verranno prescritte.


Fonte:

migratoria.it

 

INTOSSICAZIONE DA ANTINFIAMMATORI:

Esempi di antinfiammatori più diffusi:

  • tachipirina (paracetamolo)

  • aspirina (acido salicilico)

  • moment (acidi proprionici)

  • novalgina. Il paracetamolo è tossico già ad un dosaggio di 500 mg e l'aspirina a 100-300 mg. Gli antinfiammatori inibiscono la cliclossigenasi piastrinica che interviene nel processo di coagulazione, causando così un aumento del tempo di sanguinamento; oltre ad interferire con la coagulazione causano anche effetti tossici a carico dell'apparato gastroenterico e renale.

Sintomi: anoressia, vomito, dolori addominali, sangue nelle feci,depressione, sonnolenza fino a coma.

Trattamento: andare dal veterinario al più presto e se possibile indurre il vomito al cane.

 

INTOSSICAZIONE DA CAFFEINA, TEOFILLINA E TEOBROMINA:

Queste sostanze, denominate metilxantine, sono normalmente presenti in tea, caffè e cioccolata.Le metilxantine sono sostanze eccitanti il sistema nervoso centrale e provocano: ipereccitazione, leggera iperriflessia, incontinenza urinaria, vomito, diarrea (soprattutto per il cioccolato), aumento della frequenza respiratoria, tachicardia ed ipertermia

Le dosi tossiche di metilxantine sono: 100-200 mg/kg come dose letale ingerita.

Il contenuto di metilxantine negli alimenti fortunatamente è, in linea di massima, abbastanza basso:

  • semi di cacao 10-20g di principio attivo ogni 100g di prodotto

  • cacao in polvere 1,5-2g di principio attivo ogni 100g di prodotto

  • cioccolato fondente 1g di principio attivo ogni 100g di prodotto

  • cioccolato al latte 0,3g di principio attivo ogni 100g di prodotto

  • caffè americano (più tossico dei quello italiano) 0,06g di principio attivo ogni 100g di prodotto

Se dovesse succedere una massiva ingestione andare dal veterinario

 

DETERGENTI: Ammorbidenti, Sfeltrenti e tutti i detergenti cationici

Sono sostanze irritanti della cute e delle mucose. Se ingeriti inoltre sono molto tossici ; la sintomatologia dopo ingestione comprende: salivazione,vomito,debolezza muscolare, depressione respiratoria,febbre, convulsioni, collasso e coma.

Terapia: Pulire bene con acqua la cute e le mucose; in caso di ingestione NON indurre vomito e somministrare latte o acqua poi correre dal veterinario

 

ANTIPARASSITARI

FIPRONIL: principio attivo del front line. E' un composto ad elevata selettività d'azione nei confronti del parassita perciò è generalmente dotato di buona tollerabilità. In genere i soggetti più suscettibili sono i cani molto giovani. I sintomi riscontrabili sono eccitativi: ipereccitabilità, tremori, rigidità, scialorrea, barcollamenti, convulsione, depressione, possono esser presenti estremità del corpo fredde. In caso di intossicazione recarsi dal veterinario.

PIRETROIDI (permetrine: principio attivo di molti antiparassitari soprattutto per quelli con prevenzioni per leishmania). I piretroidi causano effetti neurotossici di tipo acuto con azioni di tipo centrale e periferico. La sintomatologia consiste in:  ipereccitabilità, tremori muscolari, convulsioni tonico-cloniche lievi, difficoltà di stazione e deambulazione, ipersalivazione, vomito, diarrea,dispnea, midriasi. Nei casi più gravi si può arrivare a morte per shock. In caso di intossicazione andare dal veterinario.

RODENTICIDI

RODENTICIDI ANTICOAGULANTI (warfarin, dicumarolo,coumacolor, bromadiolone, brodifacoum, difacinone, pindone,....) Inibiscono l'attivazione della vitamina K indispensabile per l'attivazione dei fattori della coagulazione. La loro azione porta ad un'alterata coagulabilità del sangue e ad una facilità nell'insorgenza di emorragie dato che queste sostanze sono anche lesive per i capillari. Le emorragie che possono causare la morte dell'animale sono spesso localizzate in distretti importanti o comunque di difficile accesso per bloccarle. La sintomatologia non è specifica e può indurre in inganno: anoressia, stanchezza, debolezza, pallore delle mucose, ipotermia, tremori, difficoltà di stazione e deambulazione, diarrea emorragica ed emorragie sottomucose. In caso di intossicazione correre dal veterinario il prima possibile. La terapia con vitamina K che verrà prescritta dal veterinario deve essere seguita scrupolosamente senza interromperla precocemente in quanto gli effetti degli anticoagulanti possono perdurare anche per parecchie settimane dando, perciò, anche a distanza, esiti letali.

BROMETALINA rodenticida utilizzato in alternativa agli anticoagulanti. Sintomatologia: tremori muscolari, ipereccitabilità, iperestesia, febbre, paresi treno posteriore, perdita riflessi, depressione.In caso di intossicazione se possibile indurre il vomito e correre dal veterinario.

VITAMINA D3: molti rodenticidi contro ratti e topi sono a base di vitamina D3. La sintomatologia comprende: anoressia, depressione, vomito, poliuria, diarrea, tachicardia. In caso di intossicazione se possibile indurre il vomito e correre dal veterinario.

STRICNINA: L'intossicazione con stricnina può avvenire sia a causa di ingestione di esche avvelenate sia per intossicazione da ritorno dato che questa sostanza resiste attivo molto a lungo anche in animali morti che, se mangiati a loro volta, possono causare intossicazione da stricnina. La sintomatologia comprende: iniziale ipereccitabilità, contrazione dei muscoli faciali, ammiccamento frequente e mancata risposta normale a stimoli visivi ed uditivi  fino ad arrivare a crisi convulsive; successivamente compare irrigidimento dei muscoli: l'animale giace in decubito laterale con arti estesi e contrazione sia dei muscoli flessori che estensori con prevalenza degli estensori. L'animale può morire per asfissia nel momento in cui vengono interessati dalle contrazioni tetaniche i muscoli respiratori. Importante è NON cercare di indurre il vomito!Correre dal veterinario cercando di mantenere il cane il più tranquillo possibile.

 

INTOSSICAZIONI DA PIANTE

Identificare le parti vegetali se presenti in vomito e feci. Un'adeguata idratazione è importante perchè la maggior parte dei tossici provocano perdita di liquidi per vomito e diarrea.

  • OLEANDRO , DIGITALE mughettodanno vomito e dolori addominali seguiti da diarrea da moderata a grave a volte emorragica, bradicardia con extrasistole, debolezza, depressione precedono lo stato comatoso.

  • AZALEA, RODODENDROdanno ipersalivazione, sensazione di bruciore nel cavo orale, vomito, diarrea, debolezza muscolare, forte ipotensione e bradicardia, blocco atrioventricolare, dispnea, depressione.

  • ACONITO NEPELLUMformicolii, infiammazione oro-faringea, salivazione, nausea, vomito, disturbi alla vista, aritmie, debolezza

  • GIGLIO PASQUALE: tossicità principalmente per il gatto. Danni renali, poliuria, polidipsia e disidratazione morte per insufficienza renale.

  • AGLIO: Principio tossico: N-propil solfuro, dimetilsolfuro e solfuro di aliile. Le parti velenosa dell' Allium spp. sono i bulbi, germogli, fiori e gambi Pu ò dare vomito diarrea, debolezza, anemia. Si cerca d'indurre il vomito.

  • AGRIFOGLIO - Principio tossico: Saponine. La parte velenosa dellilex spp. sono ì frutti. Può dare vomito e diarrea.

  • ALBICOCCA - Principio tossico: Glucosidi cianogenetici (amigdaiina), per idrolisi liberano ac. cianidrico.Le parti velenose della Prunus armeniaca sono i semi all'interno del nocciolo pu ò dare vomito, dolori addominali, convulsioni, fiaccidit à muscolare, incontinenza, coma. Cercare di far vomitare l'animale.

  • ALLORO DI MONTAGNA - Principio tossico: Grayanotossine ( andromedotossine ) Le parti velenose della Kalmia spp. sono le foglie e il nettare pu ò dare infiammazione della mucosa buccale,salivazione eccessiva, vomito, diarrea, debolezza, disturbi della vista, convulsioni e coma. Anche qui fare vomitare il cane.

  • AZALEA - Principio tossico: Grayanotossine (andromedotossine) Le parti velenose del Rhododendron spp. sono le foglie e il miele ricavato dal nettere dei fiori . Può dare stomatite, vomito, diarrea, debolezza, deficit della vista, convulsioni e coma. Il vomito è d'obbligo.

  • CIANURIL'acido cianidrico e i suoi sali semplici sono sostanze molto tossiche per gli animali. L'intossicazione da cianuri può avvenire con l'ingestione  di certi tipi di piante quali acacia, euforbia, lino, pero, sorgo, pruno, lauro ceraso(alloro). La liberazione dell'acido può avvenire direttamente nella pianta quando avvengono danneggiamenti dei tessuti della pianta o nello stomaco con i succhi gastrici. L'acido cianidrico ha il classico odore di mandorla amara ed è fortemente irritante per le mucose. Sintomatologia: eccitazione e tremori muscolari, dispnea, ipersalivazione, lacrimazione intensa, incontinenza, convulsione, cogestione delle mucose, sangue rosso ciliegia.

  • CAMPANULA - Principio tossico: Atropina, Losciamina e Loscina (scopolamina) (alcaloidi). Le parti velenose della Datura arborea sono le foglie e i semi. Può dare disturbi della vista, delirio o convulsioni. Il trattamento sintomatico lasciatelo fare al veterinario.

  • CILIEGIO - Principio tossico: Glucosidi cianogenetici (Amigdalina) per idrolisi liberano Acido Cianidrico. La parte velenosa del Prunus spp sono i semi contenuti nel nocciolo.Può dare vomito, dolori addominali, letargia, cianosi, convulsioni, flaccidità muscolare, incontinenza coma. Provare ad indurre il vomito.

  • CIPOLLA - Principio tossico: N-Propilsolfuro, Dimetilsolfuro, Disolfuro di allile. Le parti velenose dell'Allium spp sono i bulbi, piccoli bulbi, fiori e steli. Può dare vomito, diarrea, debolezza, anemia e danni epatici.

  • CRISANTEMO - Principio tossico: Lattoni, Sesquiterpenici presenti in tutte le parti della pianta eccetto il polline. La parte velenosa del Chrysanthemun spp è la linfa. Può dare dermatite da contatto, eritema, orticaria, prurito, formazione di croste ed esquamazione cutanea. Cercare di allontanare le parti irritanti con acqua corrente.

  • EDERA INGLESE - Principio tossico: Ederagenina, un glucoside saponinico. Le parti velenose dell'Hedera Helix sono i fogliami e i frutti. Determina gastroenterita e l'animale può entrare in coma e morire in 24-48 ore.

  • EUFORBIA - Principio tossico: istamina, acetilcolina, serotonina, acido formico. Le parti velenose del Cnidoscolus stimulosum sono i peli irritanti presenti su foglie e steli. Può dare abbondante salivazione (scialorrea), sfregamento della bocca con le zampe, debolezza muscolare, tremori, vomito e difficoltà respiratorie. Allontanamento del vegetale dal mantello.

  • FILODENDRON - Principio tossico: Rafidi di ossalato di calcio e una proteina sconosciuta. La parte velonosa del Philodendron spp. sono le foglie. Può dare stomatite e dermatite da irritazione quindi se necessario effettuare il lavaggio della cute, della congiuntiva e del cavo orale.

  • GELSOMINO (giallo) - Principio tossico: Gelsemicina e altri alcaloidi correlati. La parte velenosa del Gelsemium sempervirens è l'intera pianta. Può determinare incoordinazione dei movimenti, disturbi della vista, secchezza delle fauci, difficolt à di deglutizione, debolezza muscolare, crisi convulsive, insufficenza respiratoria. Cercare di indurre il vomito.

  • IPPOCASTANO - Principio tossico: Miscela di saponine conosciuta come esculina Le parti velenose dell' Aesculus spp. sono i frutti e i ramoscelli. Pu ò determinare vomito e diarrea.

  • MANDORLA - Principio tossico: Glicosidi cianogentici (amigdalina) per idrolisi liberano ac. cianidrico. Le parti velenose del Prunus amygdalus spp. sono i semi all’interno del nocciolo. Determina vomito, dolori addominali,letargia, cianosi, convulsioni, flaccidità muscolare , incontinenza e coma. Induzione del vomito.

  • MARGHERITA - Principio tossico: Lattoni sesquiterpenici in tutte le parti della pianta, eccetto il polline. La parte velenosa del Chrysanthemum spp. èla linfa. Determina dermatite da contatto, eritema, orticaria, prurito, formazione di croste e desquamazione cutanea. Allontanare subito le parti vegetali irritanti con acqua corrente.

  • MELA - Principio tossico: Glucosidi cianogenetici (amigdalina) per idrolisi liberano ac. cianidrico. Le parti velenose del Malus spp. sono i semi all’interno del nocciolo. Determina vomito, dolori addominali, letargia, cianosi, convulsioni, flaccidità muscolare, incontinenza, coma. Indurre il vomito.

  • MUGHETTO - Principio tossico: Glucosidi cardioaattivi. Le parti velenose del Convallaria majalis sono l’intera pianta, compresi i fumi derivanti dalla sua combustione e l’acqua in cui sono stati immersi i fiori. Determina vomito, dolori addominali, diarrea, aritmie cardiache. Indurre il vomito.

  • OLEANDRO - Principio tossico: Glucosidi cardioattivi simili alla digitale. Le parti velenose del Nerium oleander sono l’intera pianta, compresi il fumo che si determina dalla sua combustione e l’acqua in cui sono stati immersi. Determina vomito, dolori addominali,diarrea, aritmie cardiache. Indurre il vomito.

  • PATATA - Principio tossico: Glicoalcaloidi della solanina. Le parti velenose del Solanum spp. sono i tuberi immaturi. Determinano vomito e diarrea. Indurre il vomito.

  • PESCA - Principio tossico: Glucosidi cianogenetici ( amigdalina ) che liberano ac. cianidrico. Le parti velenose del Prunus spp. sono i semi all’interno del nocciolo. Determina vomito, dolori addominali, letargia,cianosi ( colorazione bluastra delle mucose ) convulsioni, flaccidità muscolare, incontinenza, coma. Correre dal veterinario mentre lo si sta chiamando per avvertirlo.

  • RANUNCOLO - Principio tossico: Protoanemonina. La parte velenosa del Ranunculus spp. èla linfa. Determina stomatite, dermatite, vomito, dolori addominali, diarrea, insufficienza renale, incoordinazione dei movimenti, convulsioni. Indurre il vomito.

  • TASSO - Principio tossico: alcaloidi della tassina. Le parti velenose del Taxus spp. sono gran parte della pianta, compresi i semi, ma non l’arile rosso. Determina incoordinazione dei movimenti, iniziale secchezza delle fauci, midriasi, dolori addominali, vomito, cianosi, scialorrea, debolezza, coma, aritmie cardiache, insufficienza cardiaca o respiratoria. Indurre il vomito e correre dal veterinario veloci.

 

 

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  • TRATTAMENTO DEGLI AVVELENAMENTI

    L'induzione del vomito è indicata nel caso di ingestione di sostanze tossiche. E' da effettuarsi al massimo entro 3 ore dall'ingestione. Il vomito è però sconsigliato nel caso di intossicazioni da: idrocarburi volatili (kerosene, petrolio, ...) sostanze corrosive ( acidi ed alcali forti, ...) sostanze stimolanti il sistema nervoso centrale o in soggetti incoscienti o in stato comatoso o con convulsioni. I possibili emetici che possiamo facilmente trovare in casa sono: acqua ossigenata a 3% da somministrare nella quantità di 1-5 ml/kg con un max di 50ml in totale , un pizzico di sale da cucina in faringe o una soluzione satura di acqua tiepida e sale da cucina da far bere al cane.

    La decontaminazione della cute, del pelo e degli occhi può esser fatta con acqua corrente, soluzione fisiologica, detersivo rigorosamente neutro (per pulire cute e pelo); nel caso in cui il cane sia a pelo lungo è consigliabile tagliare un po' il pelo.

    Composti che possono aiutare nella neutralizzazione del tossico mentre si va dal veterinario possono essere:

    • acido acetico e acido citrico contro gli alcali

    • vitamina k contro gli anticoagulanti

    • etanolo contro glicole etilico (antigelo)

    • l'olio di paraffina impedisce l'assorbimento di tossici liposolubili

    • carbone attivo 1-5g per kg di peso corporeo diluito in acqua

    Importante in caso di avvelenamento è andare dal veterinario e non credere di riuscire a far da soli!se non siete sicuri di cosa il vostro cane ha ingerito telefonate subito al veterinario e se volete essergli veramente di aiuto descrivete minuziosamente la sintomatologia del cane, osservate bene il respiro, se ha contrazioni, se ha urinato, defecato, se ha la bava, il colore delle mucose (alzategli il labbro e guardate: le gengive normali si presentano rosa) da quanto tempo sono iniziati i sintomi, insomma osservatelo e descrivete quante più cose possibili, anche quelle che vi sembrano meno indicative.